Il sentiero della vita, 42.195 metri ogni volta
Mi sono iscritto ufficialmente oggi alla mia 11^ Maratona di Milano e riprendo/riparto da un post, scritto nel 2023, alla vigilia della mia 8^ qui a Milano
Ci sono storie che iniziano con un paio di scarpe regalate e un nome estratto a sorte in una cena di Natale. La mia storia con la maratona è iniziata così, nel 2013, quasi per sfida o forse per destino.
Fino al 2010 non ero un runner. Poi è arrivata la spinta di mio cugino, l’incontro con Fabrizio Cosi e la scoperta che correre non era solo “fare fatica”, ma poteva essere un modo per fare del bene con i Podisti da Marte.
Quella prima maratona di Milano non l’ho corsa da solo. Ai piedi avevo le scarpe di Andrea Biscottino, che se n’era andato pochi mesi prima. Portare quelle scarpe al traguardo è stato il mio modo per fargli finire quella corsa che avevamo iniziato insieme con le staffette solidali. Da quel giorno, ogni chilometro ha assunto un significato diverso.
Oggi, guardando indietro a quel 2023 in cui festeggiavo la mia 17ª maratona, mi rendo conto che la corsa è diventata la mia fessura stretta: quel passaggio obbligato di fatica e sacrificio che, una volta attraversato, ti restituisce una libertà assoluta. Mi libera la mente, mi mette alla prova, mi fa viaggiare dentro me stesso per poi restituirmi al sentiero della vita più consapevole.
Ma la vera libertà, quella profonda, l’ho sempre trovata nel perché corro. Non ho mai cercato solo il cronometro, ma una buona causa.
Oggi riprendo quel discorso. Perché correre è un privilegio, ma correre per gli altri è ciò che rende ogni passo meno pesante. Torno a mettere le scarpe da corsa (magari meno “nuove” di allora, ma con lo stesso spirito) per sostenere un nuovo progetto, anzi due.
👉 Occhi e cuore: dona un cane guida 🦮 Un gesto concreto per restituire autonomia e libertà di movimento.
👉 Sport per tutti: un campo nel cuore 🤝 Perché lo sport è di tutti e deve avere un luogo dove crescere.
Vi chiedo di correre con me, anche solo con una piccola donazione. Perché, come dicono I-Marziani, si può fare del bene divertendosi. E io non ho ancora smesso di correre, perché si corre per una buona causa. Sempre!



